La crescita esponenziale della popolazione anziana e la continua riduzione della spesa sociale mettono a rischio il sistema di welfare assistenziale italiano.

Pensioni spesso insufficienti a consentire una vita dignitosa e contributi economici sottodimensionati rispetto al crescente fabbisogno assistenziale, sono gli indicatori di un problema sempre più preoccupante.

La diffusione delle malattie dementigene e in particolare del morbo di Alzheimer aggrava il carico assistenziale cui è quasi impensabile fare fronte.

Il modello di assistenza di tipo residenziale “classico” non può più essere applicato indiscriminatamente per gli altissimi costi di gestione e (motivo non secondario) per la volontà della persona anziana di mantenere una certa autonomia, rimanendo il più a lungo possibile nel luogo dei suoi affetti e delle sue memorie.

L’assistenza familiare oggi, impostata con un rapporto di assistenza uno a uno, è “monopolio” di operatori stranieri che spesso “rinunciano ad alcuni anni di vita” per offrire una possibilità economica alla propria famiglia (in patria) “sottraendo” risorse al sistema Italia.
Gli italiani, d’altronde, non sono disposti a farsi coinvolgere in un modello di assistenza che “azzera” ogni possibilità di condurre una vita “normale”.

In Italia le  famiglie che si trovano nella necessità di ricorrere ad un aiuto esterno per l’assistenza di familiari non autosufficienti, di anziani soli e di bambini possono ricorrere al Centro per l’impiego (sportello OSP) o  affidarsi al passaparola.

Obiettivo del progetto è sviluppare un modello di assistenza che soddisfi tutte le necessità e possa poi essere facilmente replicato su tutto il territorio nazionale con costi più contenuti.

Il costo mensile dell’assistenza ad una persona non autosufficiente in una struttura residenziale si aggira sui 3500 euro, suddivisi (più o meno in parti uguali) tra Servizio Sanitario Regionale e assistito. Ad oggi questo modello deve essere riservato alle persone gravemente non autosufficienti.

L’assistenza in una casa famiglia (struttura protetta dove massimo 8 anziani vivono sotto lo stesso tetto, supportati da personale qualificato a livello sociale o socio/sanitario ma con una bassa intensità di cura) costa circa 1000 euro mese/pro capite (il costo varia in relazione alle attività previste per gli “ospiti”). Ma è un tipo di assistenza che non si adatta a tutti: richiede caratteristiche di adattamento non comuni in tutte le persone anziane.

Il costo dell’assistenza familiare, secondo il modello più diffuso (badante convivente che lavora 54 ore settimanali), si aggira intorno ai 1800/2000 euro al mese (paga base dell’assistente familiare, contributi, vitto e alloggio), le regioni prevedono un contributo per il sostegno delle persone non autosufficienti, ma a fronte di redditi estremamente bassi.

Sempre maggiore è, quindi, il numero di persone che non possono permetterselo, nonostante i contributi aggiuntivi previsti dai Comuni.

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