L’assistenza domiciliare/familiare è sempre più una questione di SINERGIA, ma non ci possono essere sinergia, collaborazione se non per mezzo della CONDIVISIONE.

Mettere in comune esperienze, conoscenze, tecnologie, ausili, esigenze, aspettative, in due parole MEZZI e OBIETTIVI è una condizione essenziale per camminare in una direzione comune.

Il Caregiver familiare è colui che offre assistenza in prima persona (o con l’aiuto di un’assistente familiare) ad un proprio caro malato, disabile, anziano o comunque non autosufficiente. Sono centinaia, forse migliaia le persone che nel ns. territorio svolgono questo ruolo senza avere piena coscienza delle difficoltà che questa “mission” racchiude, talvolta non sentendo il bisogno di un sostegno o di una formazione specifici. Quando una malattia colpisce qualcuno che ci è particolarmente vicino, entrano in gioco diversi fattori e, inevitabilmente, il Caregiver si trova a dover riorganizzare la sua vita, nel periodo in cui presta opera di cura, questo “lavoro” prevede inoltre conoscenze tecniche specifiche (si pensi ad esempio alla mobilizzazione della persona non autosufficiente o alla gestione di un’assistente familiare) e capacità di autovalutazione del proprio stato di salute psico-fisico.

Vi sono poi i Caregiver “professionali” che talvolta per passione, più spesso per necessità, dedicano la loro vita all’assistenza delle persone anziane, spesso senza avere alcuna preparazione.

Ecco perché è importante che tutti i Caregiver imparino ad assistere ma anche a “farsi assistere”, trovando momenti di confronto, creando sinergie tra loro e con tutta la rete dei servizi presenti sul territorio, affinché un compito gravoso come questo non si trasformi in situazione di grave difficoltà e addirittura in malattia.

Vi sono poi professionisti che dedicano la loro preparazione, esperienza e passione alla cura delle persone non autosufficienti (operatori socio sanitari, assistenti sociali, infermieri, medici)

Consapevoli della necessità della FORMAZIONE CONTINUA di tutti coloro i quali operano a contatto con le persone non autosufficienti, perplessi di fronte alla sottovalutazione dell’importanza di un percorso formativo “ufficiale” per i caregivers (in particolare modo quelli professionali), vogliamo proseguire l’attività iniziata lo scorso anno con i familiari e gli assistenti di cura delle persone anziane inserite nel progetto Home Care Premium (che grande successo aveva riscosso tra i partecipanti) allargandolo a tutta la cittadinanza e favorendo momenti di incontro e confronto con gli altri “attori” nel campo dell’assistenza.

Obiettivi

Il ciclo di incontri formativi si propone di offrire al Caregiver tutti gli strumenti tecnico-pratici per prestare la sua opera di cura in sicurezza e qualità:

  • per l’aiuto quotidiano ad una persona malata o non autosufficiente
  • per conoscere ed integrare la propria opera con la rete dei servizi socio sanitari
  • per gestire le dinamiche familiari e le relazioni extrafamiliari
  • per prendere coscienza dei rischi dello stress da assistenza
  • per la tutela della persona malata
  • per il primo soccorso
  • per conoscere le tecnologie utili alle persone anziane e alla loro assistenza
  • per conoscere le agevolazioni e i contributi previsti dalle leggi regionali e nazionali

Destinatari

Il corso è rivolto a tutti coloro che si prestano ad assistere un proprio caro in prima persona o con l’ausilio di un’assistente familiare ma anche a chi ha fatto dell’assistenza la propria “occupazione principale” cioè le assistenti familiari (badanti).

Attività

Il ciclo di incontri si avvale delle competenze di docenti esperti (fisioterapisti, psicoterapeuti, geriatri, esperti in tecnologie, avvocati, consulenti in previdenza) e sarà preceduto da un momento introduttivo volto alla conoscenza e all’esposizione delle esigenze dei Caregiver presenti.

La struttura del corso vede 6 incontri di 2 ore ciascuno (che verranno ripetuti in diversi punti dei territori individuati) nei quali vengono affrontate le varie tematiche sopra citate.

Grande spazio sarà dato alle esercitazioni pratiche: mobilizzazione dell’anziano, terapia cognitiva di base e socializzazione) e all’interazione con il pubblico, consentendogli di orientare alcune parti del programma sulla base delle proprie esigenze.